lunedì 8 giugno 2009

Ho smesso di comprendere

la gestione mercato e affini dell' A.C. Milan
da parecchio tempo.
intimoriti dalle stratosferiche somme che
il principale azionista deve versare nelle casse del club
per ripianarne i debiti, vendiamo i giocatori più forti
per comprarne di meno abili, più vecchi, più appagati,
sperando di rivitalizzare la piazza col loro nome, la classifica
con la loro esperienza (perchè corsa e fame non ne residuano)
e loro con milanlab.
beh, non funziona: emerson rimane un fossile,
ronaldinho un alcolista, shevchenko un turista.
è chiaro che non si possa più chiedere al Presidente
di sborsare quattrini inenarrabili per sostenere le sorti della
traballante baracca.
ma perchè non tagliare cominciando dall' ingaggio di seedorf,
che ho amato pazzamente, ma ormai passeggia per il campo,
e se lui non ha gratitudine sufficiente verso la maglia che porta
(e se non butta l' anima per i novemiliardi abbondanti che prende),
mandiamolo a casa.
ma perchè non tagliare cominciando dall' ingaggio di pirlo,
che è stato un mediano che iniesta nemmeno nei suoi sogni più proibiti,
ma è rotto da due anni, gioca con più voglia in nazionale
(dove non lo pagano) che al Milan (dove tira quattro paghe per il lesso)
ed ha estimatori più ricchi di noi.
perchè non risparmiamo i danari del cartellino di senderos, che è svizzero
e non gioca a tennis, non produce cioccolato nè orologi
(in altri tempi avrei citato le banche, ma oggi non pare cosa).
perchè non chiamano me, che risolverei tutti i problemi della casa
per un compenso modesto?
lo so: oggi sarebbe carino e appropriato parlare di elezioni,
ma aspetto i risultati locali: le europee sono un voto che, nel sistema bipolare,
non suggerisce nulla

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