se un gruppo di imbecilli insulta un atleta, un individuo, allo stadio o dovunque
per il colore della sua pelle, per il suo credo religioso, per le sue convinzioni politiche
per il suo orientamento sessuale, e nessuno si alza a difendere quell' individuo,
gridando la sua indignazione, c'è qualcosa di storto, di compromesso.
no, non mi riferisco a Balotelli, insultato all' olimpico di Torino
da un congruo numero di vigliacchi che il ragazzino (che peraltro non ci è simpatico,
perchè per atteggiarsi ad ibra, occorre essere ibra) ha punito dove più duole: sul campo.
mi riferisco a Zoro, oscuro difensore del Messina, avvilito da cori ed insulti razzisti
(è nero) per una intera partita, dai tifosi dell' inter, squallidamente, nel mio stadio.
moratti non ritirò l' inter allora. anzi spiegò che non era razzismo,
ma disappunto pur una partita precedente. espresso in forma di ululati
all' indirizzo di un giocatore nero.
ne eravamo già certi, ora ne abbiamo anche le prove:
il pirla non è mourinho
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